Ti Presento il Rumore

Nelle prossime settimane ti porto con me all’interno dello scossone che Kahneman ha dato, per la seconda volta, al Settore Finanziario!

Ho appena finito di leggere questo libro, che parla del perché se chiediamo a 5 Consulenti diversi, anche dello stesso Istituto, quale prodotto sia maggiormente adatto alle nostre esigenze, otteniamo risposte troppo diversificate tra loro (a parità della nostra personale situazione finanziaria, età, stato previdenziale, progetti di vita, etc) non tutte efficienti allo stesso modo.

Mentre leggevo il libro, più scorrevano le pagine, più mi inoltravo nei dettagli della vicenda e più mi sentivo coinvolta, dentro il dilemma da sciogliere. Di fronte al racconto dettagliato sul noto Istituto Assicurativo, ho chiuso emozionata gli occhi, come si fa in un passaggio centrale di un “Thriller” oppure come succede la sera al buio durante la proiezione di un “Giallo”: non potevo andare a dormire senza sapere chi fosse l’assassino e come lo avevano incastrato.

Kahneman ha il pregio di descrivere in modo chiaro “chi e come” si è reso responsabile del fatto: lo stesso Cliente risulta descritto con un Identikit molto diverso e con una Pianificazione non paragonabile, quando chiede una Consulenza a squadre diverse di Consulenti.

Qui di seguito ti faccio dono di qualche anticipazione – come nelle migliori occasioni, poco prima dell’uscita di un attesissimo film di Sharlok Holmes! Ti regalo un’anticipazione di quello che affronterò con i prossimi articoli dedicati a “Noise” – e al Rumore nella Consulenza Finanziaria – grazie ai punti principali di questo libro, sfruttando la chiara presentazione che ne danno gli stessi autori nelle prima pagine…tieniti forte…si parte (ne vedremo insieme delle belle!!!).

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Il tema centrale è l’Errore umano, in particolare quando si tratta di dare dei giudizi, di fare delle valutazioni. Da un lato sappiamo da tempo che intervengono Bias Cognitivi ed Emotivi, alcune deviazioni sistematiche intervengono durante il processo e ne determinano alcune distorsioni. La novità qui è che hanno una notevole influenza (diciamo altrettanto nefasta) viene esercitata anche dai rumori, ossia quelle dispersioni casuali che influenzano negativamente la decisione finale. Bias e Rumori sono due diverse componenti degli errori umani.

La storia del tiro al bersaglio – che ora ti racconto – è una metafora di ciò che può andare storto nel giudizio umano.

Quattro squadre di amici – ognuna composta da 5 elementi – si sono recate in una sala giochi. Ogni squadra condivide un fucile e ognuno dei componenti il team spara un solo colpo. In un mondo ideale, ogni colpo andrebbe a segno, come nel caso della squadra A, dove i tiri sono estremamente raggruppati intorno al centro.

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La squadra B è andata decisamente peggio a causa di un pregiudizio? I loro colpi sono sistematicamente fuori bersaglio, la coerenza delle distorsioni ci suggerisce un’ipotesi e una spiegazione. Se uno dei suoi componenti, dovesse tirare un altro colpo, scommetteremmo sul fatto che il colpo cadrebbe nella stessa area, poiché – forse – il mirino del fucile è piegato.

La squadra C può essere soprannominata “rumorosa”, poiché i suoi colpi sono sparpagliati, non ci suggeriscono la presenza di un Bias, di un pregiudizio evidente, i loro colpi sono disposti intorno al centro, in presenza di un ulteriore tiro, sapremmo molto poco sul punto più probabile, è difficile fare ipotesi e spiegare il perché dei loro risultati, sappiamo solo che non sono tiratori allenati, ignoriamo il perché siano così rumorosi.

La squadra D è tanto rumorosa, quanto vittima di pregiudizi, i loro colpi sono sistematicamente fuori bersaglio come nel caso della squadra B e i colpi sono ampiamente sparpagliati come nel caso C. Alcuni giudizi sono distorti, poiché sistematicamente fuori bersaglio; altri sono rumorosi, poiché le persone che dovrebbero essere d’accordo finiscono in punti molto diversi intorno all’obiettivo. Molte organizzazioni, purtroppo, sono afflitte sia da pregiudizi che da rumore.

Se ti venisse mostrata solo la parte posteriore del bersaglio, non potresti dire se la squadra A o la B è quella più vicina al bersaglio. Sicuramente ti renderesti ben conto che le squadre C e D sono rumorose, mentre le squadre A e B non lo sono.

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Una proprietà generale del rumore è che puoi identificarlo e misurarlo senza sapere nulla sulle caratteristiche delle persone e sul pregiudizio o distorsione che le affligge, così come molte delle Tue conclusioni sono frutto di valutazioni di cui non è possibile sapere nulla.

Quando i medici formulano diagnosi molto diverse per lo stesso paziente, possiamo studiare il loro disaccordo senza sapere di cosa soffre il paziente.

Quando i dirigenti cinematografici stimano il mercato di un film, possiamo studiare la variabilità delle loro risposte senza sapere quanto il film ha prodotto alla fine o anche se è stato prodotto del tutto.

Non abbiamo bisogno di sapere chi ha ragione per misurare quanto variano i giudizi di persone diverse sul medesimo fenomeno: tutto quello che dobbiamo fare per misurare il rumore è guardare la parte posteriore del bersaglio.

Per comprendere l’errore di giudizio nelle valutazioni, dobbiamo comprendere tanto le distorsioni/Bias, quanto il rumore.

Il tema delle distorsioni è stato ampiamente trattato, mentre il rumore ampiamente ignorato.

Il libro cerca di fare luce su questi aspetti meno considerati, poiché la quantità di rumore è spesso troppo alta, con costi scandalosi: una voragine circa i problemi di equità.

Ovunque si guardi ci si imbatte in valutazioni sature di rumore (finanza, economia, sanità, giustizia) e per migliorare la qualità delle Tue valutazioni e decisioni hai bisogno di mitigare la presenza di Rumori e Bias.

La prossima settimana mi dedico ai temi contenuti nella Parte 1 del libro: esploreremo le differenze tra Rumore e Bias, poichè ad oggi le organizzazioni possono essere rumorose in modo scioccante. Per apprezzare il problema vedremo insieme il caso presentato nel Settore Assicurativo. Gli autori propongono di realizzare sessioni ed Audit progettate per misurare il grado di disaccordo esistente tra i professionisti, che si occupano degli stessi aspetti, all’interno di un’unica organizzazione.

La settimana successiva passerò alla Parte 2, approfondendo la natura del giudizio umano e notando come sia possibile misurare l’accuratezza e l’errore nel processo.

A seguire ci confronteremo con il tema a cui è dedicata la Parte 3: il giudizio predittivo. Il vantaggio chiave offerto dall’uso di regole, formule e algoritmi rispetto alla valutazione agli esseri umani – quando si tratta di fare previsioni: tema che spalanca la strada ad un serrato confronto con il limite ultimo del valore effettivo dei “nostri” giudizi predittivi. Poichè soffriamo di un’ignoranza oggettiva verso il Futuro, il rumore cospira contro la qualità delle nostre previsioni. Arrivati a questo punto non potremo evitare di porci una domanda: visto e condiderato che il rumore è così onnipresente, perché non l’abbiamo notato prima, non lo abbiamo affrontato e smussato?

La settimana successiva potrò sbizzarrirmi con la Parte 4 e i temi a me più cari, la Psicologia umana, le cause centrali del rumore come lo stile cognitivo, le variazioni idiosincratiche nella ponderazione di diversi fattori, gli usi eterogenei degli addetti ai lavori rispetto alle medesime scale. Ci sono motivi precisi per i quali le persone ignorano il Rumore e spesso non si sorprendono di fronte ad eventi e valutazioni, che non avrebbero potuto anticipare.

La Parte 5 del libro esplora la questione pratica di come sia possibile migliorare i propri giudizi e prevenire gli errori, le tecniche sono raccolte sotto l’etichetta di “igiene decisionale” e viene proposto un protocollo con cui approcciare la valutazione mirante a produrre giudizi meno rumorosi e più affidabili. Questa parte mi dà l’occasione di descrivere nel dettaglio la mia porposta, perchè parlando con alcuni di Voi, ho notato che quello che spesso chiamiamo Pianificazione Finanziaria è un processo per noi Psicologi ben più articolato e dettagliato, con il vataggio di essere replicabile con molta facilità.

Ingine, qual è il giusto livello di rumore? L’ultimo tema, approfondito nella Parte 6 del libro, cerca di rispondere a questa domanda. Agli autori pare chiaro che il livello ottimale non è lo zero. In alcune circostanze non è possibile eliminare il rumore, in altre è troppo costoso farlo o potrebbe succedere che gli sforzi per ridurre il rumore comprometterebbero importanti valori concorrenti. Ad esempio, gli sforzi per eliminare il rumore potrebbero minare il morale e dare alle persone la sensazione di essere trattati come ingranaggi, tuttavia l’attuale livello di rumore è inaccettabile.

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nel frattempo, se non hai ancora letto il mio libro, corri a cercarlo! Si intitola “Profilo Easy” – lo trovi su Amazon! Lì trovi anche – parte delle soluzioni proposte da Kahneman – rese da me in forma di pratica, strumenti immediatamente applicabili. A presto!

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