L’ Architetto delle scelte e la sua matita

Quando hai conosciuto qualcuno che presentandosi ha detto: “Piacere, sono un Architetto”, probabilmente la tua reazione è stata: “Wow che bello!”

Ti confesso che da piccola ho accompagnato mio padre in alcuni sopraluoghi – spesso ha svolto per la Marina Militare il ruolo di Direttore dei lavori – e con la scusa di stare un pò insieme, mi ha portata a vedere opere particolari in luoghi altrimenti inaccessibili.

Mi ricordo ancora con stupore quando – a bordo di un Aliscafo – sono andata in visita sull’Isola del Tino a visitare i lavori presso l’Ex Convento.

In certe occasioni ho provato talmente tanta ammirazione per il lavoro dell’Architetto, tanto che appena terminati gli studi liceali avevo pensato di diventarla anche io: volevo fare l’Interior Designer e ho frequentato il primo anno del Corso di Laurea presso l’Università degli Studi di Genova.

Poi il fascino della Psicologia del Carattere ha avuto la meglio, ma spesso penso che in qualche modo la sono diventata: mentre l’Architetto pensa agli arredi del Mondo esterno – quello visibile a tutti – io continuo a vedere ed occuparmi degli arredi del Mondo Interno: visibile a pochissimi.

L’Architetto è un mestiere molto creativo, che incuriosisce, probabilmente, perchè riguarda un pò tutti: chiunque prima o poi si ritrova a ristrutturare una casa o ad arredare uno spazio di lavoro, mentre desidera che il lavoro riesca bene e sia anche bello.

Ci imbattiamo in problemi pratici, ma vorremmo che la soluzione alla fine fosse bella, poichè lo vivremo: ci confrontiamo con una stanza troppo piccola per far entrare la libreria che abbiamo sempre desiderato, una cucina più lunga che larga, dove è difficile far stare il nostro adorabile tavolo di marmo quadrato, una sala rivolta su un lato che va presto in ombra, dove vogliamo creare lo spazio relax per l’aperitivo con gli amici a fine giornata, etc.

L’Architetto è colui che trova una soluzione, in un modo che risulti piacevole!

Su questa affermazione ovviamente si apre il dibattito sul fatto che cosa sia definibile come piacevole, poichè questa è una qualità difficile da decifrare in modo univoco, figuriamoci poi se il termine Architetto viene usato per declinare le copetenze e le attività tipiche non di un Interior Designer, ma di un Consulente Finanziario.

Con questo articolo voglio entrare un pò di più nello specifico di questo aspetto: la Consulenza di un Architetto delle Scelte per cosa di caratterizza? e in cosa risulta piacevole? (il famoso “nudge”)!

Credo che il cuore della faccenda sia nella Pianificazione Finanziaria che, da mera soluzione di problemi, diventa cura del proprio futuro per come viene progettato.

Trovare soluzioni finanziarie all’interno di un quadro che nel suo insieme sia soprattutto piacevole, come se lo scopo finale fosse in primis una buona esperienza del cliente che si rivela bella, oltre che utile.

Bello è copartecipare a creare il progetto di vita a medio termine, buono è rendere possibili orizzonti di lungo periodo a fianco al cliente, utile è organizzare la regia tecnica grazie al portafoglio ben diversificato con prodotti poco correlati tra loro.

Intercettare la nascita di un’esigenza… dettagliare l’importanza e l’importo di quell’obiettivo è parte del ricercare la bellezza nelle nostre vite.

Nel Bel Paese – così come abbiamo smesso di esigere il bello – abbiamo anche perso la fiducia nell’industria finanziaria a causa del venir meno di questi elementi, riducendo tutto a fatto di numeri, quando invece si parla della vita futura dei Clienti.

In Italia oggi come non mai serve che si ritorni a parlare veramente di progettazione, di Pianificazione Finanziaria, di inventare soluzioni su misura che aiutino le persone a migliorare la loro qualità di vita!

Prendiamo ad esempio il mio caso: sono una psicologa, ho 49 anni, sono regolarmente iscritta all’Ordine professionale dal 1998 ed ho aperto la mia posizione come Libera professionista dal 2000 (a partita Iva) iniziando a versare i miei contributi previdenziali alla Cassa degli Psicologi (ENPAP). All’inizio di quest’anno – dopo 20 anni – mi sono chiesta: “vale la pena che io riscatti la mia laurea?”

Questo istituto permette di valorizzare ai fini pensionistici i periodi dedicati allo studio per il conseguimento della laurea, ma essendo un riscatto oneroso, non sempre è conveniente, soprattutto se non permette di anticipare la pensione di qualche anno.

Con 49 anni di età e 20 anni di contributi mi mancano 19 anni alla pensione di vecchiaia e circa 24 anni di contributi alla pensione anticipata, anche riscattando i 5 anni di laurea, raggiungo la pensione anticipata solo tra 19 anni, poichè non raggiungerei i 18 anni di contributi versati prima del 1996 (molto conveniente dal punto di vista previdenziale).

Nel mio caso il riscatto della laurea non conviene visto che non mi permette di andare in pensione prima, ma investire in un fondo pensione complementare forse si.

L’Architetto delle scelte con clienti come me dovrebbe – in fase di compilazione del Questionari di Adeguatezza – soffermarsi sulla mia età, in rapporto ai miei studi ed approfondire questi aspetti, così come il fatto che sono divorziata con due figli a carico che tra 2 e 4 anni andranno all’università.

Fare domande è la matita dell’Architetto delle scelte con cui disegnare un progetto bello oltre che utile: poichè maneggia non solo i numeri legati alla mia vita, ma anche i sogni.

In quanti fanno queste domande ai clienti laureati sulla quarantina ad integrazione del questionario MIFID consegnato dalla mandante?

L’ Architetto delle SCELTE e le sue domande

Quando hai conosciuto qualcuno che presentandosi ha detto: “Piacere, sono un Architetto”, probabilmente la tua reazione è stata: “Wow che bello!”

Ti confesso che da piccola ho accompagnato mio padre in alcuni sopraluoghi – spesso ha svolto per la Marina Militare il ruolo di Direttore dei lavori – e con la scusa di stare un pò insieme, mi ha portata a vedere opere particolari in luoghi altrimenti inaccessibili.

Mi ricordo ancora con stupore quando – a bordo di un Aliscafo – sono andata in visita sull’Isola del Tino a visitare i lavori presso l’Ex Convento.

In certe occasioni ho provato talmente tanta ammirazione per il lavoro dell’Architetto, tanto che appena terminati gli studi liceali avevo pensato di diventarla anche io: volevo fare l’Interior Designer e ho frequentato il primo anno del Corso di Laurea presso l’Università degli Studi di Genova.

Poi il fascino della Psicologia del Carattere ha avuto la meglio, ma spesso penso che in qualche modo la sono diventata: mentre l’Architetto pensa agli arredi del Mondo esterno – quello visibile a tutti – io continuo a vedere ed occuparmi degli arredi del Mondo Interno: visibile a pochissimi.

L’Architetto è un mestiere molto creativo, che incuriosisce, probabilmente, perchè riguarda un pò tutti: chiunque prima o poi si ritrova a ristrutturare una casa o ad arredare uno spazio di lavoro, mentre desidera che il lavoro riesca bene e sia anche bello.

IL Progetto di un Architetto

Ci imbattiamo in problemi pratici, ma vorremmo che la soluzione alla fine fosse bella, poichè lo vivremo: ci confrontiamo con una stanza troppo piccola per far entrare la libreria che abbiamo sempre desiderato, una cucina più lunga che larga, dove è difficile far stare il nostro adorabile tavolo di marmo quadrato, una sala rivolta su un lato che va presto in ombra, dove vogliamo creare lo spazio relax per l’aperitivo con gli amici a fine giornata, etc.

L’Architetto è colui che trova una soluzione, in un modo che risulti piacevole!

Su questa affermazione ovviamente si apre il dibattito sul fatto che cosa sia definibile come piacevole, poichè questa è una qualità difficile da decifrare in modo univoco, figuriamoci poi se il termine Architetto viene usato per declinare le copetenze e le attività tipiche non di un Interior Designer, ma di un Consulente Finanziario.

Con questo articolo voglio entrare un pò di più nello specifico di questo aspetto: la Consulenza di un Architetto delle Scelte per cosa di caratterizza? e in cosa risulta piacevole? (il famoso “nudge”)!

Credo che il cuore della faccenda sia nella Pianificazione Finanziaria che, da mera soluzione di problemi, diventa cura del proprio futuro per come viene progettato.

Trovare soluzioni finanziarie all’interno di un quadro che nel suo insieme sia soprattutto piacevole, come se lo scopo finale fosse in primis una buona esperienza del cliente che si rivela bella, oltre che utile.

Bello è copartecipare a creare il progetto di vita a medio termine, buono è rendere possibili orizzonti di lungo periodo a fianco al cliente, utile è organizzare la regia tecnica grazie al portafoglio ben diversificato con prodotti poco correlati tra loro.

Intercettare la nascita di un’esigenza… dettagliare l’importanza e l’importo di quell’obiettivo è parte del ricercare la bellezza nelle nostre vite.

Nel Bel Paese – così come abbiamo smesso di esigere il bello – abbiamo anche perso la fiducia nell’industria finanziaria a causa del venir meno di questi elementi, riducendo tutto a fatto di numeri, quando invece si parla della vita futura dei Clienti.

In Italia oggi come non mai serve che si ritorni a parlare veramente di progettazione, di Pianificazione Finanziaria, di inventare soluzioni su misura che aiutino le persone a migliorare la loro qualità di vita!

Prendiamo ad esempio il mio caso: sono una psicologa, ho 49 anni, sono regolarmente iscritta all’Ordine professionale dal 1998 ed ho aperto la mia posizione come Libera professionista dal 2000 (a partita Iva) iniziando a versare i miei contributi previdenziali alla Cassa degli Psicologi (ENPAP). All’inizio di quest’anno – dopo 20 anni – mi sono chiesta: “vale la pena che io riscatti la mia laurea?”

Questo istituto permette di valorizzare ai fini pensionistici i periodi dedicati allo studio per il conseguimento della laurea, ma essendo un riscatto oneroso, non sempre è conveniente, soprattutto se non permette di anticipare la pensione di qualche anno.

Con 49 anni di età e 20 anni di contributi mi mancano 19 anni alla pensione di vecchiaia e circa 24 anni di contributi alla pensione anticipata, anche riscattando i 5 anni di laurea, raggiungo la pensione anticipata solo tra 19 anni, poichè non raggiungerei i 18 anni di contributi versati prima del 1996 (molto conveniente dal punto di vista previdenziale).

Nel mio caso il riscatto della laurea non conviene visto che non mi permette di andare in pensione prima, ma investire in un fondo pensione complementare forse si.

L’Architetto delle scelte con clienti come me dovrebbe – in fase di compilazione del Questionari di Adeguatezza – soffermarsi sulla mia età, in rapporto ai miei studi ed approfondire questi aspetti, così come il fatto che sono divorziata con due figli a carico che tra 2 e 4 anni andranno all’università.

Fare domande è la matita dell’Architetto delle scelte con cui disegnare un progetto bello oltre che utile: poichè maneggia non solo i numeri legati alla mia vita, ma anche i sogni. Quanti di voi fanno queste domande ai clienti laureati sulla quarantina?

L’Architetto delle scelte e il Profilo 8

La cosa più importante per questo cliente è avere il controllo, avere potere e creare un impatto sull’organizzazione – spesso tramite reclami e solleciti.

Sono Clienti territoriali, a cui piace avere il controllo del proprio ambiente e in particolare delle persone che ne fanno parte.

Possono diventare conflittuali e intimidatori pur di evitare di mostrarsi deboli o rischiare di diventare vulnerabili.

Sono Clienti aggressivi, non esitano ad alzare la voce per affermare le loro opinioni: vogliono affermare il loro punto di vista a tutti i costi.

Sono molto decisi e schietti, vanno dritti al punto ed avendo molto chiaro ciò che vogliono, il Consulente deve saper definire in modo molto preciso quale servizio verrà fornito.

Con questi investitori va tenuta una condotta ferma, rispettai gli accordi presi e non lasciarsi intimorire dai loro modi e dalle loro rischieste.

I limiti dovrebbero essere fissati e definiti rigidamente in anticipo, perché questa classe di risparmiatori ha la tendenza a spingere sempre di più.

Il Consulente che tiene loro testa acquista la loro stima, ma non verrà seguito, poiché vogliono apparire dominanti, potenti e decisivi per natura: hanno una visione chiara di ciò che vogliono e la spinta a realizzarlo.

I veri problemi, quelli molto gravi, vengono considerati semplici ostacoli da superare, quindi i Consulenti dovrebbero in questi casi essere rispettosi, ma non accondiscendenti.

I Consulenti guadagnano il rispetto del loro ruolo con questi Clienti affermando con cortesia e fermezza la linea stabilita in fase di Pianificazione, indipendentemente dalla pressione esercitata. Ad esempio rispetto al Questionario di Adeguatezza sarà importante sottolineare tutti gli elementi utili a stendere un Profilo di Rischio attendibile, pena la non possibilità di collaborare.

L’Architetto delle scelte e il Profilo 3

Come cliente la cosa più importante è l’organizzazione e la competenza.

Sono investitori impegnativi, vogliono portare a termine le cose in cui si impegnano nel modo più veloce ed efficiente possibile, indipendentemente dai sentimenti o dai problemi personali.

I Consulenti che si occupano di questa tipologia di clienti dovrebbero essere efficienti, molto reattivi e fare la fatica di prestare loro una particolare attenzione.

Appuntamenti organizzati in modo personalizzato in fasce orarie ad hoc mostreranno loro quanto sia ritenuta importante l’attività svolta con loro.

Attratti dal successo e dall’ambizione, amano l’efficacia e non tollerano le persone che non sanno prendere una decisione.

Sono propensi a collaborare con Consulenti di cui raccolgono informazioni positive: la persona con cui loro collaborano deve godere di un’ottima reputazione ed essere ben consolidato nel ruolo di Esperto del settore.

Sono molto attenti all’immagine, amano sfoggiare e allo stesso tempo sono buoni innovatori.

Il Consulente Finanziario avrà successo se chiarirà ogni dettaglio circa ciò che viene offerto loro in via esclusiva o in anteprima.